News
Grazie a Maurizio Battelli che ci ha voluto come Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi – AIGAB sul palco di Extra 2026 dove con Mimmo Moro, nostro Delegato per la Regione Autonoma della Sardegna, abbiamo portato numeri e trend elaborati dal Centro Studi interno per tratteggiare uno scenario oggettivo attorno al quale sviluppare un dibattito corretto sul mercato degli affitti brevi. Anche perchè misurare un fenomeno e la sua incidenza su un determinato territorio, come diciamo sempre, è il prerequisito fondamentale.
Ecco allora alcuni dei dati che, con l’intervento del nostro Mimmo Moro, abbiamo portato:
– 𝗶𝗻 𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮 su uno stock complessivo di 1.049.263 abitazioni, il 61,5% è occupato da residenti (645.820 unità), l’8% è destinato all’affitto tradizionale 4+4 (84.232 unità), mentre ben il 30,4% risulta non occupato (319.211 unità). 𝗦𝗼𝗹𝗼 𝗹’𝟭,𝟯% (𝗽𝗮𝗿𝗶 𝗮 𝟯𝟳.𝟬𝟵𝟰 𝗰𝗮𝘀𝗲) 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗼𝗰𝗸 𝗶𝗺𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲̀ 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗼𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗮𝗳𝗳𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗯𝗿𝗲𝘃𝗶;
– In Sardegna, i dati sui CIN mostrano inoltre che, a fronte di 39.428 codici rilasciati, gli annunci effettivamente online sono 37.094: il 94% degli immobili registrati è quindi realmente attivo.
La survey, presentata ad Extra dal nostro Delegato Mimmo Moro, evidenzia inoltre due trend ricavati da ulteriori dati sugli hub urbani di Cagliari, Olbia e Alghero, su destinazioni premium come Arzachena, La Maddalena, Palau e Santa Teresa Gallura e su destinazioni leisure come San Teodoro, Budoni, Villasimius e Stintino;
– il fenomeno degli affitti brevi varia significativamente nei diversi territori dell’Isola, 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗼̀ 𝗶𝗻𝗰𝗶𝗱𝗲𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶;
– i dati dimostrano una chiara correlazione: all’aumentare della vocazione turistica dei territori cresce la quota di abitazioni non occupate, indipendentemente dalla presenza degli affitti brevi.
“𝘎𝘭𝘪 𝘢𝘧𝘧𝘪𝘵𝘵𝘪 𝘣𝘳𝘦𝘷𝘪 𝘪𝘯 𝘚𝘢𝘳𝘥𝘦𝘨𝘯𝘢 – ha ribadito Mimmo Moro rivolgendosi alle Autorità istituzionali presenti che hanno assistito l’intervento – 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘶𝘯 𝘮𝘰𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘥𝘦𝘴𝘵𝘪𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘦 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘤𝘩𝘦𝘻𝘻𝘢 𝘥𝘪𝘧𝘧𝘶𝘴𝘢, 𝘤𝘩𝘦 𝘷𝘢𝘭𝘰𝘳𝘪𝘻𝘻𝘢 𝘪𝘮𝘮𝘰𝘣𝘪𝘭𝘪 𝘪𝘯𝘶𝘵𝘪𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘪 𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘪𝘣𝘶𝘪𝘴𝘤𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘰 𝘴𝘷𝘪𝘭𝘶𝘱𝘱𝘰 𝘴𝘰𝘴𝘵𝘦𝘯𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘪 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘴𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘴𝘰𝘵𝘵𝘳𝘢𝘳𝘳𝘦 𝘤𝘢𝘴𝘦 𝘢𝘪 𝘳𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘯𝘵𝘪”.
AIGAB ha rinnovato infine la propria 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗲 𝗜𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 per promuovere politiche basate su dati oggettivi a sostegno di un comparto, quello su cui tutti noi operiamo, sempre più centrale per il turismo italiano.