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Il quadro normativo del turismo in Sicilia continua a evolversi. Alcune settimane fa, l’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato lo stralcio di dodici requisiti obbligatori precedentemente previsti dal decreto assessoriale n. 2104 del 2025, relativo alla riforma del comparto extralberghiero.
Il provvedimento approvato dall’ARS – che ha recepito anche diversi emendamenti presentati dall’opposizione – poggia su due pilastri: da un lato, la sentenza del TAR Sicilia del 4 maggio 2026, che aveva già annullato dodici disposizioni del decreto; dall’altro, il costante e serrato confronto tra l’Assessorato regionale al Turismo e le associazioni di categoria sulle reali problematiche operative del settore.
“L’intervento dell’ARS non equivale affatto a un ‘liberi tutti’ per il settore, come purtroppo riportato erroneamente da alcuni organi di stampa” – dichiara Maurizio Giambalvo, delegato AIGAB (Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi) per la Sicilia. “Restano infatti pienamente validi tutti gli obblighi previsti dalla normativa nazionale. Sono stati semplicemente eliminati alcuni adempimenti di difficile e costosa applicazione, che risultavano incompatibili con la natura variegata dell’extralberghiero”.
Tra le novità più rilevanti del provvedimento figura la proroga al 30 giugno 2027 del termine entro il quale le strutture extralberghiere (come B&B e Case Vacanza) già operative prima di giugno 2025 dovranno completare gli adempimenti in vigore, tra cui la trasmissione dell’Allegato B e della relativa documentazione tecnica.
La nota dolente riguarda le locazioni turistiche: per questa specifica categoria, infatti, la proroga non è stata applicata e la scadenza per la trasmissione dei documenti resta blindata al 30 giugno 2026.
Questa disparità di trattamento rischia di creare un corto circuito burocratico proprio in concomitanza con l’avvio dell’alta stagione estiva, il periodo di massimo lavoro per il comparto.
“Questa asimmetria tra le strutture extralberghiere e le locazioni turistiche sta generando una profonda confusione tra gli operatori e i proprietari” – conclude Giambalvo. “Dal momento che decine di migliaia di strutture devono ancora trasmettere allegati e documentazione via pec, il rischio concreto è quello di ingolfare e bloccare definitivamente la macchina amministrativa regionale. Uniformare le scadenze risponde a una doppia e urgente esigenza: da un lato, non appesantire burocraticamente il lavoro di operatori e proprietari nel momento di picco dell’accoglienza turistica; dall’altro, sollevare gli uffici regionali e comunali da un inutile e gravoso picco di lavoro. Per questo motivo, chiediamo con forza alla Regione Siciliana un intervento urgente per allineare la scadenza al 2027 per tutte le tipologie di struttura”.
