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COMUNICATO STAMPA AIGAB
Napoli, 7 maggio 2026
Con la deliberazione della Giunta Comunale n. 193 del 30 aprile 2026, il Comune di Napoli ha approvato le controdeduzioni alle osservazioni presentate da associazioni, imprese e operatori del comparto alla Variante urbanistica relativa al Centro storico. Una scelta che, secondo AIGAB-Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi, conferma la volontà dell’Amministrazione di procedere senza un reale ripensamento dell’impianto originario del provvedimento, nonostante le numerose criticità tecniche, economiche e amministrative evidenziate nel corso del procedimento.
Il procedimento, tuttavia, non è ancora concluso. Gli atti dovranno ora essere trasmessi al Consiglio comunale, che sarà chiamato ad approvare in via definitiva la variante oppure a rinviarla alla Giunta per le opportune modifiche. È in questa fase decisiva che AIGAB, che a Napoli è rappresentata dall’Ingegner Mario Morra, ritiene necessario richiamare l’attenzione delle Istituzioni, degli operatori economici, dei cittadini e dell’opinione pubblica su un provvedimento che rischia di produrre effetti profondamente distorsivi sul mercato regolare dell’ospitalità extra-alberghiera.
“Esprimiamo amarezza e sconcerto per il modo in cui sono state respinte osservazioni fondate, circostanziate e costruttive”, dichiara Mario Morra, Delegato AIGAB Napoli. “Il Comune sembra voler tirare dritto su una variante che colpisce gli operatori regolari senza affrontare davvero le cause dei problemi abitativi e senza distinguere tra chi opera nel rispetto delle regole e chi alimenta abusivismo e opacità. Se non ci verranno lasciate altre vie, siamo pronti a tutelare il comparto anche davanti al TAR”.
Perché AIGAB dice no
La deliberazione conferma il cuore della variante: soglia minima del 70% di residenzialità stabile, soglia complementare del 30% per l’uso promiscuo residenziale-turistico, verifica applicata al singolo edificio e non ad ambiti omogenei più coerenti con la complessità del tessuto urbano. I dettagli operativi, inoltre, vengono rinviati a un successivo provvedimento di Giunta, lasciando aperti interrogativi fondamentali sulle modalità di applicazione concreta della disciplina.
Per AIGAB questa impostazione è sbagliata perché non interviene sulle reali aree di criticità, ma introduce un vincolo rigido e generalizzato che rischia di penalizzare proprio le attività trasparenti, dichiarate e controllabili. Il settore degli affitti brevi e dell’extra-alberghiero regolare rappresenta ormai una componente strutturale dell’economia urbana, genera lavoro, indotto, servizi e fiscalità, e non può essere trattato come un problema da comprimere attraverso automatismi urbanistici incerti.
La soglia edificio per edificio, inoltre, rischia di frammentare il mercato e di creare situazioni paradossali: immobili identici per caratteristiche e collocazione potrebbero essere trattati in modo diverso solo per effetto della composizione interna del singolo fabbricato. Una disciplina di questo tipo, se non accompagnata da criteri chiari, banche dati affidabili e procedure amministrative certe, rischia di alimentare confusione, contenzioso e disuguaglianze applicative.
Le osservazioni presentate da AIGAB
Nelle proprie osservazioni, AIGAB aveva chiesto una revisione profonda della variante, contestando la sproporzione delle limitazioni introdotte, la rigidità della soglia del 70%, l’assenza di una valutazione adeguata sugli impatti economici e occupazionali, nonché l’utilizzo di un modello non sufficientemente calibrato sul reale andamento del mercato extra-alberghiero napoletano.
L’Associazione aveva inoltre sollecitato un confronto istituzionale più ampio e trasparente, chiedendo che una disciplina tanto incisiva fosse preceduta da un’analisi puntuale dei dati, da una distinzione netta tra operatori regolari e abusivi e da strumenti realmente efficaci per tutelare il diritto all’abitare senza compromettere imprese, investimenti e posti di lavoro.
Il senso delle proposte era chiaro: correggere una variante punitiva e tecnicamente fragile prima che producesse conseguenze difficilmente reversibili. AIGAB non ha mai negato la necessità di politiche pubbliche serie per l’abitare, né l’esigenza di contrastare fenomeni distorsivi. Al contrario, ha chiesto che tali obiettivi venissero perseguiti con strumenti proporzionati, mirati e giuridicamente solidi.
Una risposta di chiusura
La risposta del Comune, spiega Mario Morra Delegato AIGAB a Napoli, “è stata in larga parte di chiusura. Le osservazioni presentate dall’Associazione sono state dichiarate non accoglibili, così come quelle sostanzialmente analoghe avanzate da altri operatori e rappresentanze del comparto. L’impianto della variante è stato difeso quasi integralmente, senza sciogliere i nodi principali posti dagli stakeholder”.
Il Comune, infatti, ha respinto la richiesta di ridimensionare la soglia, ha confermato la scelta di applicarla al singolo edificio, ha ritenuto sufficiente il percorso partecipativo già svolto e ha sostenuto che la disciplina potrà essere eventualmente modificata in futuro sulla base di monitoraggi successivi. Per AIGAB, però, rinviare a futuri correttivi non risolve l’incertezza attuale: al contrario, la aumenta.
“Non si può chiedere alle imprese di programmare investimenti, occupazione e continuità aziendale sulla base di regole che ancora oggi rinviano a provvedimenti successivi aspetti essenziali”, sottolinea Morra. “La certezza del diritto è una condizione minima per qualunque comparto economico, soprattutto in una città in cui il turismo è una leva fondamentale di reddito, lavoro e rigenerazione urbana”.
L’unica apertura non basta
La deliberazione accoglie il chiarimento relativo ai B&B, anche imprenditoriali, ricollocandoli nella categoria coerente con la normativa regionale, in quanto la legge regionale n. 5/2001 mantiene l’obbligo di residenza o stabile domicilio del titolare nell’immobile e precisa che tale attività non costituisce cambio di destinazione d’uso.
Si tratta di un correttivo puntuale, che AIGAB considera utile ma del tutto insufficiente. La modifica non incide sul carattere complessivamente restrittivo della variante verso il resto del mercato extra-alberghiero, in particolare affittacamere, case e appartamenti per vacanze e locazioni brevi svolte in forma imprenditoriale.
Resta inoltre aperto il tema delle attività già in esercizio e delle nuove iniziative imprenditoriali, che rischiano di trovarsi davanti a un quadro regolatorio non solo più restrittivo, ma anche difficile da interpretare e applicare. Il rischio è quello di scoraggiare gli operatori regolari, favorire l’incertezza e lasciare spazio proprio a quelle forme irregolari che l’Amministrazione dichiara di voler contrastare.
L’appello al Consiglio comunale
AIGAB ribadisce che il diritto all’abitare va tutelato con misure serie, proporzionate e realmente efficaci: più controlli contro l’abusivismo, politiche per l’offerta abitativa, valorizzazione del patrimonio pubblico inutilizzato, strumenti amministrativi chiari e un confronto costante con gli operatori regolari.
La variante, così come formulata, rischia invece di scaricare sulle imprese regolari il peso di problemi complessi che richiedono risposte più ampie e integrate. Per questo AIGAB Napoli continuerà la propria azione pubblica e istituzionale, predisponendo ogni iniziativa utile, compreso il ricorso alle vie legali, per contrastare un impianto che appare sbagliato nel metodo, nelle motivazioni e nelle conseguenze operative.
L’appello al Consiglio comunale è di non ratificare in modo acritico la variante, ma di aprire una vera fase di correzione, ascolto e revisione. Napoli ha bisogno di regole chiare, controlli efficaci e politiche abitative coraggiose, non di provvedimenti che rischiano di contrapporre residenti e imprese regolari, indebolendo un settore che contribuisce in modo significativo all’economia della città.
“Chiediamo al Consiglio comunale di assumersi fino in fondo la responsabilità politica e amministrativa di questa scelta”, conclude Mario Morra. “C’è ancora il tempo per correggere il provvedimento. Se invece si deciderà di procedere senza ascoltare il comparto, AIGAB Napoli farà la propria parte in tutte le sedi competenti”.