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In diretta da Firenze dove centinaia di cittadini tra proprietari, host, gestori e operatori della filiera del mercato cittadino degli Affitti Brevi si sono radunati in Piazza della Signoria mentre la Giunta sta per approvare le nuove restrizioni volute dalla sindaca Funaro e dalla sua maggioranza.
A manifestare ci siamo anche noi come Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi – AIGAB con il nostro Vicepresidente Nazionale Michele Ridolfo. Come i proprietari e gli altri gestori, abbiamo ribadito che la proprietà privata non si tocca, o almeno in uno Stato di diritto non si dovrebbe toccare, e che lo stesso vale, o dovrebbe valere, per la libertà d’impresa a tutela di tutti gli operatori che hanno investito negli anni per sviluppare questo segmento di ospitalità in Città, in maniera trasparente e legale dando lavoro a centinaia di persone.
Eppure la posizione della Sindaca Funaro non cambia. Ecco quanto ha appena dichiarato: “Le sentenze del TAR sono state chiare e ribadiscono che non c’è la violazione della proprietà privata. Dove c’è un interesse sociale e generale della città, questo prevale su qualsiasi cosa”.
“La verità – fa sapere il Vicepresidente Ridolfo – è che l’ultimo report del Centro Studi AIGAB evidenzia che solo il 4,5% del totale degli immobili di Firenze è promosso online con finalità di Affitti Brevi, che hanno portato negli ultimi 12 mesi un contributo di circa 439 milioni GBV (valore delle prenotazioni) sul territorio. L’indotto dei soli viaggiatori che dormono nelle case online è stimato in circa 1,7 miliardi di euro e circa il 75% del PIL prodotto, pari a circa 1,6 miliardi, è consumato sul suolo cittadino. A Firenze restano anche circa 260 milioni di IVA e quasi 50 milioni di cedolare secca, oltre all’imposta di soggiorno versata al Comune. È questo il disvalore che si imputa ad un mercato che costituisce un segmento ormai consolidato della ricettività?”.